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Prefazione
Parole del cuore, o meglio, parole
dal cuore. E’ il cuore di un’umile creatura nascosta fra le case della città che
intesse un ininterrotto colloquio d’amore con Dio. Parla al cuore di Dio con
l’immediatezza di chi si sente amata; è un cuore affamato di amore che vuole
tuffarsi “in quel cuore di Pane che aspetta di essere amato”. Si percepisce
subito, scorrendo di pagina in pagina, che queste composizioni nascono nel
silenzio della preghiera e dell’ascolto; molte sono scaturite dinanzi all’Eucarestia
“Pane che ti ospita nel mistero”, dinanzi a Gesù eucaristico che quest’anima
ringrazia “per quel meraviglioso segreto che mi hai cucito su tutta la pelle”.
Sono “salmi” di vita vissuta, che raccontano gioie e dolori, speranze e promesse
d’un essere che vorrebbe vivere, se possibile fosse, “solo del cibo che mi salva
l’anima”, evitando “la golosità che rende il corpo egoista e ingordo”. Certo,
questi salmi di un’anima innamorata della luce risentono delle sue ansie
quotidiane e del cammino particolare che Iddio va tracciandole giorno dopo
giorno. Ciò nondimeno, è possibile succhiare dalla dolcezza della prole, nate
dall’amore adorante, spunti di riflessione e stimoli a meditare, per ripensare
ciascuno la propria esistenza. In filigrana percepisci tra le righe le
sofferenze che costa e vale l’amore: “ti chiedo soltanto di non indurire il mio
volto, ma dai luce a sorrisi veri, come è vera la sofferenza del cuore perché,
Signore, io possa dare serenità e pace a chi mi sta accanto”.
Un linguaggio pieno di fantasia e ricco di immagini poetiche tratte dalla vita
rende queste pagine una facile lettura per tutti: semplici e profonde, dolci, ma
mai sdolcinate o di superficiale impatto emotivo. Le puoi leggere “al volo”, ma
senti poi il bisogno di attardarti a rivisitarle per coglierne la ricchezza
delle sfumature. Non è forse vero che sono proprio le sfumature il tocco di
classe dell’amore?
“Diventare piccola con la croce è la preghiera del mio cuore”, scrive quest’anima
che sente di non saper pregare e ripete – così dice – con il cuore e con la
speranza poche parole “piccolo dizionario” racchiuso “nel fardello del mio
cuore”. E’ una preghiera che accarezza “con rispetto ogni prova che incontro” e
adora “le sofferenze che raccolgo lungo la via”. La preghiera abbraccia la
famiglia e si allarga al mondo intero, “mondo crudele che invita alla morte”
questo nostro mondo piccolo “che arricchisce di cose vane”, “e non sa fermare la
sua corsa che lo rende suicida”. Mondo che uccide e violenta anche le piccole
innocenze sfruttate, “pulcini che senza colpe sono messi al macello” perché
“adulti senza cuore sadicamente accaniti di piaceri assurdi, difficili da
comprendere e molte volte anche da perdonare” costruiscono una “croce pesante
per quei bambini violentati e sfruttati”.
Non solo per i bambini, ma per tutte le ingiustizie presenti in un’umanità,
quella nostra, che macina montagne di cibo “che fan del corpo un otre sempre
vuoto”: per tutti dobbiamo pregare, comprendendo sempre più che ogni credente,
con sfumature diverse, è chiamato ad amare soffrendo e a soffrire amando. La
sofferenza costituisce il filo conduttore di tutte queste preghiere: “la
sofferenza mi aspettava con impazienza e negli anni mi ha travolto, mi ha fatto
sua”; ma il patire non toglie la pace e la gioia perché “è bello vivere sicuri
di non perdere la vita: che gioia nel perderla per ritrovarla eterna”: Ed allora
la preghiera vola verso l’alto: “il mio pensiero corre veloce verso il tuo cuore
che ha reso il mio, piccolo giaciglio dove riposano le mie sofferenze” giacché
pregando si capisce sempre più e sempre meglio lo splendore e la felicità di
vivere nel “mondo” del Signore “dove tutto brilla, persino le sofferenze
diventano poesia”, mentre questo nostro povero mondo che ahimè non ha
sperimentato o rifiuta di accogliere Gesù “si diverte a distruggere se stesso”.
Non capita tutti i giorni, in un tempo di ricercate manifestazioni emotive,
imbattersi in semplici parole che lasciano trasparire un animo sensibile ai
valori divini e a realtà sacramentali che non fanno notizia, ma sono
fondamentali per quella felicità che non tramonta. “Io sono povera e ogni giorno
ti innalzo la mia lode”, dice rivolgendosi al “dolce Signore che illumina i
nostri occhi con la sua luce”, e la preghiera così vissuta in un dialogo che
abbraccia tutta la giornata porta ad accarezzare “con rispetto ogni prova che
incontro” e ad adorare “le sofferenze che raccolgo lungo la via”. Sa di essere
peccatrice quest’anima che avverte come “troppo grande” la sua “piccolezza” – e
del resto chi può dirsi senza colpa dinanzi a Dio - , ma è “felice di amare chi
non mi ama” e si dona all’Amore “nell’umiltà di un piccolo sì”.
“La pace della preghiera invade la mia anima peccatrice”. Quanti vorrebbero che
questa fosse la loro esperienza, quanti vanno alla spasmidica questua di un po’
di pace! Ma qui si parla della pace della preghiera, quell’esperienza interiore
che tiene “stretta alla croce di Cristo” e ti fa assaporare il profumo di “quel
Pane esposto ai nostri occhi”. La Croce e l’Eucarestia sono i termini ricorrenti
di queste composizioni spirituali, che sanno molto di mistico, e possono essere
ripetute come preghiere del cuore.
Tra le più belle anche quelle a Maria. Contemplare il suo “fiat” dà sollievo
allo spirito, “aiuta a camminare sulla via della speranza” e “tuffarsi” nel suo
sì alla volontà divina “mi fa dimenticare la adulante vita del mondo”. Non è
commovente leggere espressioni tanto semplici e profonde?” Apro tutto il mio
essere, Madre, per essere fatta a tua somiglianza, mi abbandono nella fede e
nella speranza di poter essere quel cencio che ospita i tuoi piedi potenti,
voglio coprire di baci e carezze quel calcagno che libera il mondo dal Maligno”.
Il cuore di Maria “non ha pareti” come quello di chi vive l’Amore che non
tramonta. Che mistero il cuore! Che abisso di pace quando il cuore umano come
“piccolo seme”, come “piccolissimo cerino”, come “piuma” leggera, o petalo
profumato si lascia prendere e sollevare sino ai segreti disegni dell’infinita
Carità. Allora è il silenzio che risuona mentre la parola diventa involucro di
sentimenti solo apparentemente umani. E’ il sole divino a scaldare il cuore che
prega, come la vita dei santi e dei mistici non cessano di ripeterci. E’ l’amore
di Dio che annulla ogni incertezza, riapre le ali impaurite che si nascondono
nei dubbi, e fa spiccare il volo verso le braccia dell’Amore che è Padre e sa
“dare giusto peso ai peccati”. A quel punto non resta che lasciarsi condurre:
“prendi tutto ciò che vuoi dal mio essere niente e sigilla quel mio sì al tuo
cuore e sia fatta sempre, solo la tua volontà”.
E’ il volo della felicità che tutti vorremmo sperimentare e che queste pagine ci
aiutano, a loro modo, a meglio capire. Può sembrare paradossale, ma è così: per
vivere occorre morire, ed “è bello vivere sicuri di non perdere la vita” e “che
gioia nel perderla per ritrovarla eterna”. Io mi sento un seme avido di morte
per dare vita”.
“Grazie, Signore, di esistere”! In questo grazie che chiude molte di queste
preghiere sta il segreto di tutto. E’ perché esiste Gesù, che la vita di ognuno
di noi è cambiata o può cambiare. Non avevo mai pensato di dirgli il mio grazie,
così semplicemente, come a una persona che ami al disopra di tutto. Queste
pagine hanno fatto nascere in me il desiderio di ripeterlo e di gridarlo
all’universo: grazie, Signore! “Ti amo, voglio vivere per te, voglio te perché
sei tu la mia vita”. Gloria a te nei secoli dei secoli. Amen”.
don Giovanni D’Ercole

INVOCAZIONE
"Parole
del
cuore":
tutti
dovremmo
sapere
che nel
linguaggio
biblico
"cuore"
significa
la parte
più
nobile
della
persona,
diciamo
pure la
sua
intelligenza,
la sua
volontà.
Parole
del
cuore
dunque
sono i
pensieri,
i
sentimenti,
gli
affetti
che
dalle
profondità
del
silenzio
l'anima
unita a
Dio
esprime,
a volte
con
l'irruenza
di una
autentica
ed alta
passione,
più
spesso
con la
moltiplicazione
delle
immagini
quasi a
voler
dire
l'indicibile.
Che
almeno
qualche
eco di
ciò che
è
all'origine
di
questi
scritti,
colga
nel
segno di
profondi
e spesso
inesprimibili
aneliti
e
sentimenti.
Chiediamo
al
datore
di ogni
bene di
benedire
gli
intenti
di chi
queste
pagine
ha
composto,
di chi
ne ha
curata
la
pubblicazione,
di chi
ne
attingerà
qualche
stilla
di
consolazione.
+
Andrea
Gemma,
vescovo

Questo è il libro che contiene 90 preghiere.
È stato pubblicato dalla casa editrice
Nova Millennium Romae.
Gennaio 2006

16. Signore, volo
felice
(tra le tue braccia sicure)
Sollievo
grande mi cattura l’anima,
la rende docile e leggera,
la tua misericordia, Signore,
la fa volare sicura verso la meta più luminosa
e la riveste di nuova vita.
Signore, volo felice tra le tue braccia sicure,
il peccato lo sconfiggo con il pentimento e la preghiera,
è bello vivere sicuri di non perdere la vita:
che gioia nel perderla per ritrovarla eterna
nel tuo Cuore di Padre misericordioso e giusto!
Pace doni a questo mio povero cuore,
sollievo, conforto e speranza alla mia anima
nell’attesa di contemplare la tua luce eterna,
gloriosa e viva nei secoli. Amen.
16 novembre 2004

35. Ti
adoro ogni istante del giorno
(vorrei non dormire per poterti adorare)
Il pensiero corre sempre là dove sei Tu, Signore,
nel tempio dove si contempla la tua onnipotenza,
ti adoro ogni istante del giorno,
vorrei non dormire per poterti adorare senza interruzione.
Gaudio nel mio cuore se penso a domani,
aspetto con gioia di poterti abbracciare cuore a Cuore,
voglio ripeterti quanto ti amo, Gesù mio, mio sorriso e mia
pace.
Gaudiosamente aspetto la pioggia di petali di rosa
che inebrierà i cuori di tante creature,
non penso mai alla mia gloria,
gioisco per chi mi sta accanto con amore fraterno,
giustizia per i miei amici
e tanta, tanta gloria a te, Signore,
che usi meravigliosamente ogni tua creatura.
Gaudiosamente canto,
faccio raccontare la mia gioia a te, Signore, con la musica del
cuore,
domani sarò là a contemplare quel candido Cuore
che con un bacio si unirà al mio misero cuore di serva:
quanto ti amo, Gesù, quanto ti adoro
e ti desidero in me per l’eternità dei secoli. Amen.
9 dicembre 2004

46. Ti canto, amato
Sposo, la mia povertà
(ti canto ogni mio desiderio)
Canto di gioia,
si, mio Signore, Sposo dell’anima mia,
canto di giubilo innalzo a te,
a lode del tuo braccio onnipotente.
Canto melodie dolci e lamenti silenziosi
perché il mio cuore è peccatore:
ti canto, amato Sposo, la mia povertà,
ti canto ogni mio desiderio,
canto, come una rondine in volo per nuove dimore,
la mia paura di essere senza una fissa dimora,
ti canto, mio Sposo divino, la felicità di poter dimorare nel
tuo Cuore,
ogni giorno ti canto la melodia del mio cuore innamorato.
Dolce Sposo dell’anima mia, fammi cantare la tua verità
a chi non sa cantare la sua esistenza.
Sinfonie di voci esultano guardando il cielo,
il mio cuore, la mia anima, ti portano in gloria,
e la gloria sia per te, la vita per la mia vita,
per tutti i secoli de secoli. Amen.
21 dicembre 2005

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